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lunedì 27 dicembre 2010

Amore e Psiche

L'amore è così tiranno, sprezzante, sembra alle volte freddo, cinico. Non ha paura di sbagliare, si comporta come il peggiore degli arrivisti, un modus operandi alle volte malvagio, alle volte imprevedibile. Un serial killer con vittime consenzienti che bramano torture, ricatti, compromessi, riscatti. Per molti, la maggior parte di noi, è l'antonimo di odio, molto facile come associazione (colpa della Bibbia e della religiosità del concetto), e soprattutto il modo più facile per definirlo. Indirettamente, se vi facessero la domanda "Cos'è l'amore" la risposta nell'80% dei casi è facilitata dall'equipollenza con la parola "odio", che non solo, faciliterebbe l'arduo compito di descriverne le caratteristiche, ma vi permetterebbe di liquidare l'intervistatore con puntuale velocità. Fosse così facile, la cozzaglia di filosofi e poeti che hanno distrutto, il NOSTRO modo di valutare l'amore, non avrebbero alcun seguito e forse oggi sarebbero già caduti nel dimenticatoio, ma ad evitare questo, fortunatamente esistono i social network, i baci perugina, che in origine si chiamavano "cazzotti" (ndr), i biglietti pre-stampati, Tiziano Ferro, Fabio Volo e tanti altri mezzi, uomini-mezzi o mezzi-uomini che dir si voglia, che si impegnano ogni giorno a forzare nella NOSTRA mente la LORO visione dell'amore. Ecco, se c'è una cosa che non va mai fatta è quella di far declinare il NOSTRO amore con le parole degli altri. Questa è una pratica caratteristica di chi non ha fantasia, di chi non sa sognare e affida i propri prodotti onirici a terzi, consegnando al contempo l'unica vera cosa di valore che esiste in questo mondo. Ah dimenticavo, qui sotto vi propongo un'ottima canzone da "lettura" di questo post, trovo che serva al lettore la stessa musica che ha ispirato lo scrittore, mie paranoie non preoccupatevi.
Bene, ora che Ryuchi volteggia leggiadro sul piano (genio assoluto), vi consiglio "The Sheltering Sky" un film del quale il buon nipponico ha prodotto la colonna sonora e che rimane nel tema di questa mia postilla.
Tornando al concetto d'amore, questo proemio è stato propinato per proporvi la precisa condizione personale dell'autore in merito all'argomento e per deliziarvi con il gioco fonetico che ho evidenziato in grassetto e del quale vado molto fiero. 
Attualmente vivo la parte migliore dell'amore, quella in cui tutto è lecito, non so se capite, quella parte in cui a entrambi va tutto bene e i segni del fastidio personale sono pari al 3,45% (ndr NERD). Diversamente però, da come si può immaginare, questo è un dato più che confortante anche per gli scettici da espressione romana: "...Si vabbeh i primi du mesi tutt'appò, pure mi regazza me amava de brutto, poi m'ha cominciato a rompe li cojoni co tutte cazzate...", ecco io dico a te, mio caro "Er Cipolla" che nel mio caso la condizione è completamente differente e che mai ai miei occhi, e dato sconcertante, anche a quelli degli altri, questo amore sia sembrato poter volgere verso il cortometraggio con finale triste. Sotto potete ascoltare una sigla da finale triste.


Norah è così maledettamente perfetta da snervarmi in ogni campo, se facesse una parola di meno quando polemizza avrei già fatto richiesta all'Olimpo per candidarla come divinità, ma con quelle risposte non andrebbe mai molto d'accordo con Zeus. Eppure è quell'atteggiamento sfacciato e tetragono che mi ha fatto innamorare di lei, è la sua attitudine al confronto/scontro con se stessa ma anche con gli altri la rende più che unica, la rende sui generis, l'uber alles della mia donna tipo. Questo doveva accadere, ed è giusto così, per un personalista come me, c'era bisogno di qualcuno da "temere" costantemente vicino, e lei è arrivata più puntuale  di un orologio atomico (http://www.sciencedaily.com/releases/2009/04/090416144525.htm). Norah porta con sé il dono dell'arte, il dono della genialità creativa, il dono della determinazione e della fantasia, è come un agrume dal tegumento asprissimo ma il contenuto è la precisa antitesi del vaso di Pandora. Spesso passo il tempo ad osservarla mentre fissa le immagini che sta per modificare o mentre cuce un pezzo di stoffa,  in quei momenti ho sempre la stessa incredibile impressione: è come se ad un tratto apparissero delle scale sulle quali sale per accedere al suo calderone di colori, sapori e suoni  per poi scendere (solo quando  è soddisfatta) sorridendo e dicendomi "Guarda!". In quel preciso istante mi ripeto a loop che la amo, e nel medesimo istante mi rendo conto di quanto mi ami. Per molto, tanto tempo, ho temuto il confronto con il suo passato, ho creduto di non essere abbastanza vicino alle sue passioni, ho visto con invidia scatti di chi voleva i suoi scatti per avere almeno UNA cosa da lei, ho invidiato i prati che ha calpestato, le albe che ha visto, poi mi sono reso conto che a me Norah, ha dato tutto quello che ha, e probabilmente mi sta dando anche quello che non aveva e che solo ora possiede. Ho seppellito l'ascia di guerra con il passato, solo quando non l'ho più riconosciuto come tale. Il passato, nella storia come nell'amore, deve essere segnato da eventi rilevanti, da vite segnate, da risultati emersi. Quando mi sono reso conto che la vita per me e Norah era iniziata dal giorno in cui abbiamo fatto l'amore, ho cancellato ogni traccia del mio e del suo passato. Da quando la vedo sorridere invece, capisco che in fondo per definire l'amore basta solo trovare la persona giusta... ed io, probabilmente godo di una fortuna indescrivibile.


1 commento:

  1. "...se guardo
    la luna di cristallo, il ramo rosso
    del lento autunno alla mia finestra,
    se tocco
    vicino al fuoco
    l’impalpabile cenere
    o il rugoso corpo della legna,
    tutto mi conduce a te,
    come se ciò che esiste
    aromi, luce, metalli,
    fossero piccole navi che vanno
    verso le tue isole che m’attendono."

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